A cura della dr.ssa Rita Marri e del dr. Francesco Artegiani, psicologo-psicoterapeuta

 

Quasi la totalità di tutte le problematiche relative alla sessualità (e in particolare le disfunzioni sessuali) possono essere ricondotte ad aspettative o convinzioni errate e/o irrealistiche, che finiscono per generare un circolo vizioso di ansia rispetto a vari aspetti del rapporto sessuale. Queste idee irrealistiche sono disfunzionali, sono cioè distorte, esagerate, provocano emozioni negative eccessive e possono ostacolare il conseguimento dei propri obiettivi. Le convinzioni distorte possono quindi diventare dannose per la vita sessuale della persona, le sue relazioni e la sua salute psicologica in generale. Poiché queste paure vanno ad influire su quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana della persona, è importante essere consapevoli di quali meccanismi sottostiano ad eventuali problematiche relazionali o sessuali.

Possiamo così riassumere le paure più comuni legate alla sessualità:

  • Timore di non riuscire (o ansia da prestazione). Questa paura è la conseguenza di una visione del rapporto sessuale che non è compatibile con la finalità di che il rapporto sessuale dovrebbe invece dovrebbe avere. Per esempio, si considera il rapporto sessuale come un test delle proprie abilità o qualità, come una prova di virilità o come una prova di affetto verso l’altra persona, mettendo in secondo piano le vere motivazioni che sottostanno al rapporto sessuale (condivisione, piacere, appagamento…). Può intervenire anche una sensazione di obbligatorietà nel far provare piacere al partner (“devo…”) o una rigidità per cui si carica il rapporto sessuale di aspettative che difficilmente potrebbero essere soddisfatte, perché un rapporto sessuale non potrà mai essere tecnicamente perfetto.Man sitting at the end of bed with woman lying in bed
  • Timore del godimento sessuale. Ancora oggi, il piacere sessuale è legato a sensi di colpa, vergogna o peccato, perché -soprattutto in alcune culture o zone geografiche- la sessualità è considerata come sporca o impura.
  • Timore di essere spettatore delle proprie prestazioni sessuali. A volte finiamo per sentirci al di fuori del rapporto sessuale, come se ci stessimo guardando dal di fuori, con un occhio critico, giudicando ciò che noi stessi siamo facendo. Questa modalità critica finisce per compromettere la giusta spontaneità che dovrebbe avere il rapporto sessuale.
  • Timore di perdere il controllo. Una convinzione irrealistica molto comune è quella di dover sempre mantenere il controllo su di sé in qualsiasi situazione; abbandonarsi al momento, al piacere, al partner viene considerato come disdicevole. Questa paura è spesso presente nelle donne anorgasmiche.
  • Timore dell’altro sesso. In caso di inesperienza, mancanza di sufficienti contatti sociali o per aver ricevuto un’educazione relazionale e sessuale sbagliata, può conseguire un’ignoranza nei confronti delle reazioni che si possono ottenere dall’altro sesso. L’ignoranza nei confronti del comportamento altrui può generare ansia e incertezza, che andranno ad influire sul rapporto sessuale.ideeirr3

Queste sono invece le più comuni idee irrazionali che possono influire negativamente sulla sessualità:

  • L’efficacia di un uomo nel rapporto sessuale dipende dalle dimensioni del pene. La preoccupazione per le dimensioni dei propri genitali, tipica soprattutto di adolescenti e giovani, può provocare un’ansia ingiustificata ed evitamento delle relazioni. Bisognerebbe invece chiarire che il piacere nella donna non dipende dalla grandezza del pene del partner. La vagina in fase di eccitazione si gonfia e quindi si adatta a qualsiasi tipo di pene; in più, il primo terzo della vagina è la parte più sensibile e la più importante da stimolare. Inoltre il pene non rappresenta una delle parti del corpo maschile considerate più sexy dalle donne.
    Questa preoccupazione maschile ha il suo corrispettivo nella preoccupazione femminile per la grandezza del seno. Anche in questo caso, la preoccupazione è ingiustificata, perché gli uomini variano ampliamente nei loro gusti per il corpo femminile.
  • L’orgasmo vaginale è la forma matura e più importante di orgasmo, al contrario di quello clitorideo. Ancora oggi nella cultura è presente qualche residuo di una concezione freudiana secondo cui lo stadio genitale della maturazione sessuale femminile coincide con l’orgasmo vaginale, mentre l’orgasmo clitorideo è solo una forma “immatura”. Questa concezione finisce per privare la donna di un piacere assolutamente naturale e gratificante: in primis perché neanche i sessuologi hanno ancora chiarito in modo preciso la differenza tra le due forme di orgasmo; in secondo luogo, il fine del rapporto sessuale è il piacere, indipendentemente da dove esso viene tratto.
  • Un rapporto sessuale deve comprendere un orgasmo simultaneo dei due partner. Negli anni, questa convinzione ha creato problemi a molte coppie. In realtà, non esiste una definizione oggettiva per un rapporto sessuale soddisfacente: l’importante è che entrambi i partner provino piacere, e le tempistiche o le modalità sono meno importanti. Nel caso, l’orgasmo simultaneo può essere un’attività sessuale alternativa da provare, ma non da rincorrere strenuamente.Funny couple in bed
  • L’alcol è uno stimolante sessuale. L’alcol, al contrario, è una sostanza deattivante. In una prima fase, esso agisce come un disinibitore e quindi può sembrare un rimedio contro la timidezza, ma successivamente l’effetto inibitorio si diffonde al sistema nervoso, intralciando la prestazione sessuale. In grandi quantità, l’alcol può finire per impedire l’erezione nell’uomo e, sebbene in misura minore, riducendo le possibilità di orgasmo nella donna.
  • Esiste un periodo assolutamente sicuro per non rischiare una gravidanza. Non tutte le donne hanno un periodo di ovulazione regolare, e anche quelle che lo hanno posso andare incontro a cambiamenti fisiologici, quindi qualsiasi calcolo tende ad essere altamente inattendibile.