a cura della dott.ssa Rita Marri, psicologa

I conflitti sono una parte integrante, fisiologica, delle relazioni umane. Anche nella migliore famiglia, nel miglior posto di lavoro o nella miglior relazione amicale o coniugale, i conflitti affiorano frequentemente.

In ambito psicologico, Lewin ha definito il conflitto come una situazione in cui forze di valore approssimativamente uguali ma di senso opposto agiscono simultaneamente sull’individuo. Secondo Cameron, il conflitto è definito una reciproca interferenza di reazione incompatibili. In ogni situazione conflittuale è possibile rintracciare tendenze verso due forme di comportamento: le tendenze verso il raggiungimento di un obiettivo (tendenze appetitive o attrazione) o tendenze volte ad evitare eventi indesiderati (tendenze avversative o avversione).

Gli scontri di opinioni o personalità che ci capitano nella nostra vita affettiva e professionali sono a volte conflitti salutari e utili per far crescere le relazioni, altre volte sono conflitti distruttivi. Quindi, di fronte ad un conflitto, è particolarmente utile valutare se può trasformarsi in un conflitto costruttivo, in grado di poter rafforzare ed energizzare le nostre relazioni, invece che deprimerle.

In un conflitto sano le nostre idee possono essere messe alla prova e testate, in modo che eventualmente possano essere individuati nuovi modi di agire più efficaci. Una conflittualità salutare può quindi aiutarci a rendere conto quali conseguenze sta avendo un nostro modo di comportarci e come possiamo collaborare e cooperare meglio per un risultato migliore.

Ecco cinque strategie che potrebbero aiutarci a rendere costruttivo un conflitto.

  • Non evitare i conflitti.

Molte persone non riesco a gestire le situazioni conflittuali e quindi tendono ad evitarle. La verità è che non è possibile evitare i conflitti in toto, ed ignorarli può finire per logorare le nostre relazioni più di ciò che potrebbe fare affrontare il conflitto. Ignorare le situazioni conflittuali può aumentare il nostro risentimento, la rabbia e i nostri comportamenti passivo-aggressivi. In questi casi, l’unica soluzione è affrontare il problema attraverso il dialogo e la comunicazione.

  • Non prendere di mira la persona ma il problema!

In una situazione conflittuale, spesso tendiamo a prendere di mira la persona con cui siamo in conflitto e a dimenticarci dei dettagli di contenuto del conflitto stesso. Questo ci porta ad attaccare o colpire l’altro, pensando di poter così risolvere la situazione conflittuale, ma questo tenderà solo a far aumentare il livello di conflitto. La persona colpita, infatti, cercherà di farsi giustizia e di colpire a sua volta, e probabilmente questo trasformerà il conflitto in distruttivo.

E se invece ti focalizzassi sul contenuto del problema, sulla ricerca di un compromesso pratico, concreto, grazie al quale affrontare la situazione?

  • Sii assertivo. Non manipolare, dominare o intimidire.

L’assertività è quella capacità di far valere i propri diritti rispettando quelli degli altri, attraverso una comunicazione chiara e diretta, e al tempo stesso coerente e completa – sia sul piano verbale che non verbale. Una comunicazione assertiva, attraverso cui esporre il proprio punto di vista prendendo in considerazione anche il punto di vista altrui, è in grado di farti ottenere i migliori risultati, che si riveleranno efficaci anche sul lungo termine.

  • Non cercare di vincere facendo perdere l’altro, ma vincendo insieme all’altro

La cooperazione è una strategia che porta sempre migliori risultati rispetto alla competizione. Se riportiamo una “vittoria” sconfiggendo l’altro -facendolo sentire come un perdente- questo porterà solo ad instillare voglie di riscatto nell’altra persona, che non considererebbe così la “partita” finita ma ancora aperta. I risultati saranno invece duraturi se entrambe le persone collaborano nella ricerca di una soluzione che possa soddisfare entrambi.

  • Guarda il problema anche dal punto di vista dell’altro.

Quando ti trovi incastrato in un conflitto con qualcuno, prova a guardare il problema dal punto di vista opposto al tuo, mettendoti nei panni dell’altro. Chiediti: cosa sta provando l’altra persona? Qual è la tesi che sostiene? Perché la pensa in questo modo? Così potrai capire meglio come mai tu e questa persona vi siete trovati in una situazione conflittuale e sarai più vicino alla risoluzione del problema.

Letture consigliate:

– Novara, D. (2011). La grammatica dei conflitti. L’arte maieutica di trasformare la contrarietà in risorse. Editore Sonda.

– Anchisi, R. & Gambotto Dessy, M. (2013). Manuale di assertività. Teoria e pratica delle abilità relazionali: alla scoperta di sè e degli altri. Franco Angeli.