A cura del dott. Francesco Artegiani, psicoterapeuta

C’è il bacio che sveglia una principessa da un lungo sonno… c’è il bacio della buonanotte, dato dal genitore amorevole ad un figlio prima di lasciarlo al mondo dei sogni… c’è il bacio in grado di trasformare un rospo in un principe… c’è il bacio di un discepolo che tradisce il maestro…

Ci sono primi baci, e ultimi baci… Ci sono baci lenti, morbidi, dolci, e baci tiepidi, insipidi… Baciamo sulle labbra, baciamo sulla fronte, baciamo sulle guance, baciamo sul collo… Baciamo gli amanti, ma baciamo anche gli amici, i genitori, i fratelli… Baciamo per salutare, baciamo per ringraziare, baciamo per chiedere scusa, baciamo per condividere…

Attraverso una così piccola parte del corpo come le labbra, siamo in grado di trasmettere un numero infinito di sensazioni ed emozioni e di veicolare tanti messaggi quanti possono le parole.

Alle origini del bacio…

“Bacio! Primula nel giardino delle carezze!” (Paul Verlaine)

La biologa Kirshenbaum ha definito l’atto di baciare come l’aderire bocca a bocca di due individui o il premere le labbra su qualche altra parte del corpo di un altro o di un oggetto. I primissimi riferimenti storici al bacio sono rintracciabili in testi indù del 1000 a.C., anche solo in seguito il bacio ha acquisito la correlazione con la sessualità che ha oggi.

Sebbene lo studio del bacio e delle sue diverse forme di comunicazione (la filematologia, dal greco philema, cioè bacio) abbia riguardato molte discipline come la filosofia, la psicologia, la neurologia, l’antropologia e la sociologia, sappiamo ancora poco su questo apparentemente semplice atto, che però nasconde complessità inaspettate.

Secondo Gordon Gallup, psicologo evoluzionista della State University of New York, le nostre labbra si sono evolute in questo modo per facilitare la selezione del partner. Nello specifico, baciare implica uno scambio complesso di informazioni (olfattive, tattili, dettagli posturali, ecc.); un bacio permetterebbe, quindi, a due organismi di venire a conoscenza del loro grado di compatibilità genetica. Negli ambiti di ricerca, qualcuno arriva anche ad affermare che il bacio rivelerebbe qual è il grado di impegno nella coppia, un aspetto di fondamentale importanza quando si vogliono avere dei figli. Per questo un bacio dato male (o meglio, percepito come tale) potrebbe addirittura determinare la fine della relazione. Secondo l’etologo Desmond Morris, il bacio originerebbe dal tempo dell’uomo di Cromagnon, quando le madri avevano l’usanza di masticare del cibo e passarlo ai figli appena nati: la pressione delle labbra sulle labbra potrebbe essere stata usata nei periodi di carestia per placare la necessità di cibo, ma anche per trasmettere benessere, attenzione, amore e preoccupazione.

Il bacio nella relazione di coppia

“L’anima incontra l’anima sulle labbra degli amanti.” (Percy Bysshe Shelley)

All’interno di una coppia, trovare la giusta formula per trasmettere al partner l’amore, il desiderio e l’affetto che provate è un lavoro continuo, che non finisce mai, e che deve necessariamente essere svolto in comune; il bacio, in quest’ottica, è sicuramente una delle forme più potenti di dimostrazione d’amore tra due persone, quell’incastro perfetto, quella comunione di sensi ed emozioni.

Il bacio è in grado di rafforzare il legame con il vostro partner, attraverso la dimostrazione di affetto, la sensazione di benessere e di vicinanza; i baci sono in grado di generare una vera e propria “dipendenza”! Infatti nelle fasi iniziali della relazione, i baci scatenano una tempesta di neurotrasmettitori e di ormoni: aumentano i livelli di dopamina, che crea euforia ma anche astinenza, e di serotonina, che ha un effetto simile alla dopamina. Nelle fasi più avanzate della relazione, i baci sembrano invece avere un effetto più rilassante che attivante.

Quello che sappiamo sicuramente è che baciare fa stare bene. E possiamo dire che ogni bacio è perfetto se sentite che state condividendo con quella persona una sensazione, un’emozione, un momento speciale… Tutto il resto si può migliorare.

E se il bacio non è così perfetto?

“I baci sono come francobolli: ce ne sono che si attaccano e altri che non prendono.” (Ramon Gomez de la Serna)

Sebbene sembri un consiglio banale, dobbiamo ricordarci che la comunicazione è sempre, sempre, sempre la migliore strategia per affrontare qualsiasi problema di coppia. Il modo di baciare di ogni persona non è infatti una caratteristica immutabile che dobbiamo accettare aprioristicamente, ma qualcosa di flessibile, che la persona ha costruito e modificato nel tempo, negli anni, a seconda dei diversi momenti della vita, dei diversi partner che ha incontrato e di tanti altri fattori. Le caratteristiche di un bacio sono derivanti dal particolarissimo incastro di quelle due persone in quel determinato momento. Questo vuol dire, quindi, che anche il vostro modo di baciare ha probabilmente subito delle modifiche negli anni, seguendo le vostre caratteristiche personali e quelle dei partner che avete frequentato.

Per questo motivo, se c’è qualcosa che non vi convince nel modo di baciarvi nel vostro partner (troppa o poca enfasi, troppa o poca morbidezza, troppa o poca lingua…) non dovete semplicemente accettarlo. Provate a parlarne con lui/lei, ricordandovi che non c’è un modo giusto o sbagliato di baciare: il vostro partner non deve imparare a baciare “nel modo giusto”, ma siete voi a dovergli spiegare (e illustrargli!) come vorreste essere baciati, qual è il modo piacevole di baciare per voi – un modo che magari non era considerato tale dai suoi precedenti partner.

Consigli di lettura:

– Cantarella, Eva (2007). L’ amore è un dio. Il sesso e la polis. Milano: Feltrinelli.
– Kirshenbaum, Sheril (2011). La scienza del bacio. Cosa dicono le nostre labbra. Milano: Raffaello Cortina.
– Morris, Desmond (1986). Il comportamento intimo. Milano: Mondadori.
– Pellai, Alberto (2012). Il primo bacio. L’educazione sentimentale ai tempi di Facebook. Milano: Kowalski.