A cura del dott. Francesco Artegiani, psicoterapeuta e sessuologo

Coccole, carezze, tenerezze, baci, sorrisi e sguardi… quei gesti che creano benessere e armonia, che rendono la nostra vita più leggera, più felice, meno stressante. Il nostro bisogno di sentirci coccolati e di ricevere dolcezza è istintivo, primario; ci permette di sentirci sicuri, rilassati, al centro dell’attenzione di quelle persone che amiamo di più.

Quando pensiamo alle coccole, spesso pensiamo a quei gesti affettuosi che le madri rivolgono ai propri bambini. Ma le coccole sono importanti tanto nella nostra infanzia, quanto nella nostra vita da adulti, e non dobbiamo mai perdere il piacere di farle e di riceverle.

COCCOLARE I PROPRI FIGLI…

Le coccole non sono solo la manifestazione fisica del voler bene al proprio figlio, ma rappresentano la trasmissione emotiva e simbolica del rispetto, della fiducia, della gratitudine e soprattutto della reciprocità nella relazione genitore-figlio.

Alcuni esperimenti hanno dimostrato che i topolini appena nati che venivano leccati più spesso dalle mamme (rispetto a quelli che venivano leccati meno spesso) da adulti diventavano più coraggiosi, producevano meno ormoni dello stress e presentavano un numero maggiore di recettori del cortisolo, cioè erano più pronti a rispondere agli eventi stressanti quando si presentavano.

Possiamo ipotizzare che lo stesso meccanismo sia valido anche per gli esseri umani: i gesti affettuosi, le coccole, le carezze e, in generale, le cure amorevoli da parte dei genitori possono rendere il bambino -una volta adulto- più sicuro di sé, maggiormente in grado di gestire le situazioni stressanti e di tollerare l’ansia, e quindi con una maggiore qualità della vita.

In pedagogia, da molto tempo si sostiene l’importanza dei gesti affettuosi e delle coccole nella relazione genitore-bambino: la coccola è infatti un messaggio d’amore nei confronti del proprio figlio, uno strumento per dimostrare la propria presenza, per condividere emozioni e affetto. Soprattutto per i neonati e quei bambini che ancora non padroneggiano la comunicazione verbale, la coccola è l’azione più importante: insieme alle cure primarie e alla nutrizione, è alla base di uno sviluppo psicofisico sano e costituisce una delle prime forme di comunicazione che si instaura reciprocamente con il caregiver.

Ricordiamoci che le coccole non iniziano quando il bambino nasce, ma fin da quando è nella pancia della mamma: i genitori possono già manifestare il loro affetto attraverso la loro voce, la musica, coccole, carezze e baci al pancione.

Risiede dunque nelle coccole il segreto di un carattere equilibrato e sereno una volta adulti, perché ricevere e dare coccole è in grado di accrescere la nostra autostima e il nostro senso di sicurezza.

…COCCOLARE IL PROPRIO PARTNER…

Se consideriamo la vita coniugale, le coccole possono essere considerate un indicatore della solidità della coppia. Forse più del sesso, la dolcezza e le coccole sono ingredienti indispensabili per la riuscita e la stabilità della relazione nel tempo. Secondo Paula Hall, psicoterapeuta inglese ed esperta di sesso e relazioni, coccolare il partner regala una sensazione di sicurezza, di comfort e di piacere dei sensi, che possono generare una connessione ancora più forte di quella generata dal rapporto sessuale. Il vantaggio delle coccole rispetto al sesso, secondo Hall, risiede anche nel fatto che coccolarsi permette alla coppia uno scambio comunicativo -oltre che relazionale- rispetto alla loro vita quotidiana e affettiva, ed incoraggia la creazione di un’atmosfera calda, intima e avvolgente.

In linea con Hall, secondo lo psicologo David Schnarch, attraverso baci, abbracci e coccole -e non attraverso il sesso- si trasmette il vero amore. Grazie a questa forma di affetto, siamo in grado di renderci effettivamente conto della vicinanza interiore o della distanza del nostro partner. Le affettuosità sono infatti in grado di abbattere le nostre barriere, fisiche ed emotive, e di creare un legame di fiducia ed intimità con il partner che a sua volte ci permettere di sentirci liberi a condividere le nostre emozioni più facilmente.

Uno studio recente del Journal of Social and Personal Relationships ha smentito il diffuso pregiudizio sulla poca importanza che gli uomini attribuiscono alle effusioni. Secondo tali risultati, gli uomini considerano le coccole ancora più fondamentali delle donne per la stabilità di coppia e la soddisfazione nel rapporto: carezze, grattini, abbracci e baci sono infatti indispensabili durante un momento di stress o dopo una giornata difficile. Le coccole verso il partner non sono considerate solo un gesto di affettuosità, ma anche un modo per rilassarsi, per distrarsi dai problemi lavorativi, per sciogliere le tensioni – cioè per staccare dalla routine stressante della vita quotidiana e ritrovare tranquillità e serenità.

Tutto questo avviene perché grazie alle coccole, il corpo rilascia maggiori quantità di ossitocina, un ormone che ci fa sentire più romantici e rilassati. L’ossitocina non sono è prodotta dal tocco del nostro partner, ma ispira anche noi stessi ad essere più affettuosi, a toccare e accarezzare – in un circolo virtuoso grazie al quale più veniamo toccati, più sensazioni proviamo, più vogliamo toccare.

…MA COCCOLARE ANCHE SE STESSI.

Coccolare gli altri è un gesto salutare, ma fondamentale è anche coccolarsi, coccolare noi stessi. Se non riusciamo a guardarci con rispetto, ad ascoltarci e a riempirci d’amore, con molta difficoltà riusciremo ad occuparci degli altri, a diventare un vaso traboccante d’amore (Giacobbe, 2004) anche per gli altri.

È semplice dire “devi volerti bene”, ma metterlo davvero in atto è più difficile. Volersi bene e coccolarsi può significare per ognuno di noi tante cose diverse: concederci del tempo libero, una passeggiata, un buon libro, una cena con gli amici, un massaggio…

In generale, comunque, volersi bene vuol dire essere alleati di noi stessi: stare a contatto con le nostre emozioni, i nostri ricordi e pensieri, accoglierci senza giudizi. Vuol dire anche accettare i nostri errori, riuscire a perdonarci quando sbagliamo, e autorizzarci a vivere quella serenità che cerchiamo.

Consigli di lettura:

– Giacobbe, G. C. (2004) “Alla ricerca delle coccole perdute. Una psicologia rivoluzionaria per il single e per la coppia” (Ponte alle Grazie).

– Leleu, G. (2001) “Il trattato delle carezze” (Red Edizioni).

– Menard, È. (2014) “Pappa, nanna e tante coccole. Piccole astuzie quotidiane per la cura dei bambini da 2 a 4 anni” (Erickson).