A cura della dott.ssa Giovannina Marasco, educatrice

 … 3 modi per tenere i nostri figli con i piedi per terra quando le richieste diventano eccessive

Ricevere un regalo rappresenta per il bambino un momento importante che si inserisce all’interno della relazione affettiva che c’è tra lui e la persona che lo dona. Ogni regalo può assumere per i genitori, e quindi per il bambino, una moltitudine di significati nascosti.

I regali fatti da un genitore ad un bambino a volte possono caricarsi di contenuti emotivi e relazionali e trasformarsi, a seconda dei casi, in un “premio”, in una dimostrazione di affetto o in un sostituto dell’assenza del genitore.

Una ricerca, condotta dall’Università del Missouri e dell’Illinois a Chicago (Richins e Chaplin, 2014), ha voluto indagare gli effetti a lungo termine sui figli di alcune pratiche genitoriali nelle quali si tende ad utilizzare gli oggetti materiali come parte di strategie educative.

– usare i regali come “premi” quando i bambini fanno qualcosa di buono;

– fare regali per mostrare affetto;

– punire i bambini, togliendo loro un giocattolo preferito o un videogioco.

Dai risultati, è emerso che tali atteggiamenti possono favorire nei figli in età adulta forti insicurezze e atteggiamenti materialisti e superficiali. Vediamo in che modo.

Un genitore che verbalizza al figlio “Se fai il bravo, ti regalo…” oppure “Se prendi una bella pagella, ti compro quel gioco!” sta utilizzando a scopo strumentale l’attesa del bambino per il giocattolo al fine di gestire e “correggere” il suo comportamento.

In questo modo, i regali assumono il significato di un “premio” da fornire ai bambini nel momento in cui si comportano bene o raggiungono un obiettivo (ad esempio, hanno fatto i compiti o hanno vinto una medaglia nello sport) con il rischio di inviare loro messaggi confusi. I bambini infatti saranno tendenzialmente più portati a credere che il successo e la felicità nella vita siano definiti dal numero di beni materiali che una persona riceve. Inoltre, saranno più propensi a percepire il proprio e altrui valore in base alla quantità di prodotti ricevuti, nella convinzione che, per farsi apprezzare, bisogna possedere delle cose.

Che succede invece se i regali diventano “dimostrazioni di affetto”?

I genitori che riempiono i figli di regali per mostrare il loro amore cercano in realtà una compensazione al vuoto causato dalla mancanza di tempo che riescono a dedicare loro o dalla propria assenza quotidiana.

Ti ho comprato quel gioco che volevi tanto. Hai visto che mamma ti vuole bene?

In queste situazioni, i bambini si ritrovano pieni di regali e tendono a chiederne sempre di più mentre i genitori lamentano il fatto che i loro figli “non si accontentano mai“. Il bambino non ha l’esigenza di accumulare oggetti e, solitamente, una volta ottenuto il giocattolo, se ne stanca facilmente e lo mette in un angolo della camera. Si crea così un circolo vizioso di insofferenza generale.

Viziare i propri figli è un errore comune, spesso si ritorce contro e trasforma piccole creature innocenti in bulli ingrati e bambini mai soddisfatti.

Premiare sempre vostro figlio con regali, non è il modo migliore per fargli capire che ha svolto bene un’attività.

Ecco tutti i comportamenti negativi che i genitori si ostinano a tenere con i propri figli:

1- I bambini che ricevono sempre premi materiali assumono un atteggiamento superficiale e possono avere conseguenze comportamentali negative che si estendono ben oltre la loro infanzia.

2- Abbassa l’autostima

L’eccesso non equivale a una maggiore autostima. Molti studi hanno dimostrato che non vi è una correlazione tra il possedere beni materiali e l’autostima o la felicità.

Infatti, i bambini che hanno meno beni materiali ma che possiedono relazioni positive con i genitori e coetanei hanno un punteggio più elevato di autostima.

Inoltre, hanno meno problemi di comportamento rispetto ai bambini viziati.

3- I bambini generosi

Vari ricercatori hanno compreso che alcune persone acquistano più regali per gli altri che per se stessi, questi individui, una volta consegnato il dono si sentono “soddisfatti” ed è una soddisfazione maggiore rispetto a quella che può provare una persona che si fa i regali da solo.

I bambini che apprezzano solo ricevere i doni e non farli è più probabile che crescano egocentrici e con mancanza di empatia.

 

RISULTATO? Tre tipi di bambini “Bulli”

1- Il violento ed esigente.

Si impegna a fare ricatti e minacce fino a consumare tutte le energie dei genitori al fine di ottenere i suoi regali.

Esige doni e si sente autorizzato a fare scenate dove grida e si dimena per attrarre l’attenzione sulla sua richiesta.

I genitori rassegnati ed esausti gli compreranno i regali per avere la pace ma, facendo così, si cresceranno figli che non sapranno apprezzare le piccole cose.

2- Il bullo ansioso.

Costantemente si sente privato, confrontato e in competizione con i coetanei, non avendo abbastanza, si preoccupa e teme di essere lasciato fuori dal gruppo.

Incolpa i genitori e cerca di impietosirli per ottenere regali.

3- Il bullo manipolativo.

Sfrutta le insicurezze dei genitori e si impegna a dire bugie per ottenere ciò che desidera.

Sa esattamente quali tasti toccare per far andare in uno stato di insicurezza i genitori, cerca di manipolarli fino a quando non conquista i suoi regali.

I regali fanno parte dell’educazione. A cosa bisogna stare attenti?

1-  Regali significativi hanno un  valore più emotivo di una montagna di regali generici e superficiali.

Cercare di far costruire ad un bambino un regalo “ fai da te” come ad esempio una poesia o un disegno andrà a stimolare il suo lato generoso.

I regali fatti in casa possono creare ricordi che durano a lungo.

2- Mettere a fuoco quali sono i regali utili.

Cercate di regalare ai vostri figli oggetti che esaltano la creatività i talenti o le abilità motorie come: strumenti musicali, pennelli e tempere, fotocamere ecc..

I bambini amano scoprire i loro nuovi talenti, si rafforza l’autostima  e la fiducia in se stessi.

Imparano anche che non hanno bisogno di eccessivi regali per sentirsi bene con se stessi.

3- Insegnare la gioia di donare.

Bambini i cui genitori incoraggiano a fare regali agli altri sperimentano un forte senso di comunità e interconnessione.

Aiutare i ragazzi ad imparare il valore del “ dare” coinvolgerli in attività altruistiche come il volontariato li aiuterà ad essere adulti migliori.

Perché tutto questo?

La questione è che per il bambino nessun oggetto è più importante della sua mamma e del suo papà, quindi utilizza l’unico metodo che ha a disposizione, l’insoddisfazione, per esprimere il suo disagio. Non è sbagliato di per sé fare i regali ai bambini ma bisogna evitare di confondere il dono con il sistema premi/punizioni o con dimostrazioni di vario tipo.

Si rischia spesso di essere inglobati all’interno del consumismo sentendo la pressione di dover accontentare il bambino riempendo la sua stanza dei suoi giocattoli preferiti. Il bambino apprezza maggiormente un giocattolo se questo può essere condiviso con mamma e papà, poiché è la condivisione del gioco con i genitori che fa acquisire importanza all’oggetto.

I bambini hanno bisogno di presenza e di trascorrere del tempo di qualità con i loro genitori a prescindere dai giochi o beni che si donano, altrimenti si rischia di crescere figli che scambiano l’affettività, le proprie capacità e il loro livello di autostima con la quantità di beni materiali che possiedono.

Riferimenti Bibliografici:

  • Richins M.L., Chaplin L.N. (2014). Material Parenting: How the Use of Goods in Parenting Fosters Materialism in the Next Generation. Journal of Consumer Research. 41(6), 1333-1357.
  • IL SEGRETO DELL’INFANZIA, Maria Montessori
  • ATTACCAMENTO E PERDITA, L’Attaccamento alla madre, J. Bowlby, Bollati-Boringhieri, Torino 2000.
  • ATTACCAMENTO E PERDITA, La separazione dalla madre: angoscia e rabbia, J. Bowlby, Bollati-Boringhieri, Torino 2000.