A cura della dott.ssa Rita Marri, psicologa

Più che in altri periodi dell’anno, sotto Natale siamo costantemente bombardati da offerte imperdibili, sconti stupefacenti e numerosi inviti a comprare qualsiasi tipologia di merce. In questo periodo può quindi emergere con più facilità la tematica dello shopping compulsivo, un problema che si stima colpisca circa il 6% della popolazione italiana ed è particolarmente diffuso tra le donne.

Quando lo shopping diventa compulsivo?

Lo shopping compulsivo (o oniomania) viene considerato come una delle nuove dipendenze comportamentali. Lo shopping compulsivo è caratterizzato da comportamenti eccessivi e una mancanza di controllo che vanno a produrre disagio emotivo, danni a livello relazionale e sociale e anche possibili conseguenze sul piano economico e legale (Di Martino & D’Amore, 2008). Esso non rientra però come disturbo a sé stante nei principali manuali diagnostici, non viene infatti descritto né nel DSM-5 né nell’ICD-10.

Le sue principali caratteristiche sono (McElroy, Phillips & Keck, 1994):

  • Una forte preoccupazione riguardo l’acquistare o il fare shopping, o impulsi/comportamenti eccessivi riguardo lo shopping; la preoccupazione per il comprare o gli impulsi a comprare sono percepiti dalla persona come intrusivi, insensati, a cui non si riesce a resistere; gli acquisti della persona sono più frequenti di più di quello che ci si potrebbe permettere e riguardano oggetti di cui non si ha bisogno; lo shopping dura per periodi più lunghi del necessario.
  • Le preoccupazioni, impulsi e comportamenti di acquisto causano forte stress, portano via molto tempo, interferiscono significativamente con il funzionamento sociale e lavorativo o risultano in problemi finanziari (per esempio debiti o bancarotta).

Substrati neurali della ricompensa

Secondo alcuni studiosi, all’origine dei problemi di shopping compulsivo c’è un costante bisogno di gratificazione, che viene quindi soddisfatto grazie ai continui acquisti. Oggi viviamo infatti in una società in cui l’apparire e l’avere rappresentano il cardine dell’accettazione sociale da parte degli altri, ed i media e la pubblicità (a cui siamo continuamente esposti) sembrano voler sempre ribadire come la felicità passi dall’avere determinati profumi, auto, vestiti.

A livello neurologico, l’azione di comprare attiva quello che è chiamato il circuito cerebrale della ricompensa. Molti studi animali (su roditori, uccelli, primati) hanno evidenziato come i comportamenti di acquisizione e accumulo (di risorse e cibo) siano associati alle strutture limbiche sottocorticali (nucleus accumbens, l’area tegmentale ventrale, l’amigdala, l’ippocampo, il talamo e l’ipotalamo) e alla corteccia prefrontale ventrocentrale. Queste strutture sembrano implicate nell’acquisizione di ricompense anche negli uomini.

Qualche consiglio pratico!

Le persone che soffrono di questo disagio, anche se si rendono conto di quanto sia disfunzionale e dannoso il loro comportamento, non riescono a far meno di comprare.

Per cercare di vivere con più serenità i periodi dei saldi e questo momento di feste, ecco qualche suggerimento pratico da poter tenere presente:

  • Impara a gratificarti con ricompense non materiali. Lo shopping spesso attiva dei meccanismi di gratificazione personale, in quei momenti in cui sentiamo di non ricevere questa gratificazione in altro modo. Per poter trovare un miglior equilibrio, è importare imparare a gratificarci con qualcosa che non sia materiale, che non sia un acquisto: una coccola, un massaggio, del tempo con qualcuno che amiamo, una cena con gli amici, una passeggiata…
  • Evita di andare nei negozi da soli. Se sai che la tentazione è dietro l’angolo, soprattutto nei periodi Natalizi o di sconti, cerca di uscire con qualcuno che possa aiutarti e sostenerti nel tuo obiettivo.
  • Esci con i soldi contati. Se devi andare a fare spesa o qualche acquisto importante, esci con i soldi precisi in contanti, lasciando a casa la carta di credito o il bancomat, perché avere un budget infinito può rappresentare una forte tentazione.
  • Occhio a Internet! Oggigiorno gli acquisti su Internet sono così facili e veloci da mettere a rischio l’autocontrollo di tutti noi. Se il tuo problema principale riguarda lo shopping online, evita di installare le applicazioni dei siti di acquisti, blocca sul vostro broswer gli indirizzi web più a rischio (Amazon, Ebay, ecc.), non associare mai le vostre carte di credito a questi siti e – nei momenti peggiori – staccate il modem del Wifi e il 3G.
  • Verifica di poter restituire gratuitamente i tuoi acquisti. La maggior parte dei negozi (fisici e online) permettono il reso gratuito entro un tot di giorni dall’acquisto. Questo ti permette, nel momento in cui ti penti di un acquisto, di poter restituire l’oggetto ed avere il rimborso dei soldi spesi.

  • Tieni un diario degli acquisti e un bilancio delle spese. Appuntarsi ogni singola spesa o acquisto fatto può aiutarti a prendere consapevolezza dell’entità del problema; ogni volta che vuoi fare un nuovo acquisto, apri il diario delle spese di questo mese e controlla bene cosa hai comprato, quanto hai speso e chiediti “Ne ho davvero bisogno?”.
  • Ricordati che puoi sempre chiedere aiuto. Se ti sembra che il problema abbia raggiunto livelli insormontabili, o che stia avendo conseguenze importanti sulla tua vita (economiche, familiari o legali), cerca uno specialista e non vergognarti di chiedere aiuto. Un professionista può sostenerti ed aiutarti a valorizzare le tue risorse e combattere la tua dipendenza dallo shopping.

 

Consigli di lettura:

– Di Martino, G., & d’Amore, A. (2008). Shopping compulsivo: una dipendenza comportamentale emergente nella società del consumo. Mission, 25, 13-20.

– McElroy, S. L., Phillips, K. A., Keck, P. E. (1994). Obsessive compulsive spectrum disorder. Journal of Clinical Psychiatry, 55, 35-53.

– Pani, R., & Biolcati, R. (2006). Le dipendenze senza droghe. Lo shopping compulsivo, Internet e il gioco d’azzardo. UTET Università, Torino.