A cura della dott.ssa Anastasia Dionisi, psicologa

Quando si ammala un bambino tutta la famiglia subisce grandi cambiamenti subentrano tantissime emozioni, dubbi, incertezze e la vita viene sconvolta e adattata alle esigenze del piccolo.

La malattia irrompe nella vita dei genitori creando panico e scompiglio; tutto il loro tempo, le loro attenzioni e le loro forze vengono concentrate sul bambino malato (Capurso, 2008). E se in famiglia ci sono più figli?

Per cercare di capire meglio cosa succede in una famiglia dove si ammala un bambino e ci sono dei fratelli è utile comprendere come funziona una famiglia: le autrici Greco e Perry paragonano la famiglia ad una mano, se un dito della mano subisce un incidente tutta la mano viene compromessa e può succedere che anche il nostro umore ne risenta. La malattia diventa quindi un evento stressante che va ad alterare tutto l’equilibrio della famiglia e di tutti i suoi componenti, non solo dei genitori.

Consideriamo adesso come viene affrontata dai fratelli la malattia del bambino, quali sono i loro vissuti e le loro emozioni.

E ADESSO COSA PENSO?

Con l’arrivo della malattia può capitare che nelle famiglie con più figli quelli sani vengano trascurati e messi in secondo piano rispetto al figlio malato. Le loro necessità non vengono più tenute in considerazione e il sentirsi messi in un angolo può dare luogo a sentimenti di esclusione, seguiti da atteggiamenti di gelosia e odio verso il fratello malato. I fratelli sono spesso soggetti ad angoscia e stress, dovuti non solo al cambiamento nella struttura familiare, ma anche ai dubbi sulla malattia e alla paura della morte (Catastini, 1998; Massaglia, 2010; Zonta et al., 2009).

Quando si parla di struttura della famiglia ci si riferisce soprattutto alla sua organizzazione quotidiana: gli orari di scuola, di lavoro dei genitori, il momento dei pasti se viene condiviso con i genitori o con altri membri della famiglia o con le baby sitter, il momento dei compiti con chi viene svolto, il rituale della “buonanotte”; tutte routine che danno sicurezza ai bambini e che vengono inevitabilmente sconvolte quando si presenta la malattia di un figlio. I genitori non possono più essere presenti in casa come prima, poiché sono spesso in ospedale, e quando tornano sono seriamente provati dal difficile momento che stanno attraversando.

Gli altri figli percepiscono le emozioni e lo stato d’animo dei genitori, oltre a vedere, improvvisamente, un cambiamento nel modo in cui vengono trattati e considerati: vengono trascurati emotivamente e questo li rende tristi, talvolta lo stress che provano è talmente alto da poter essere paragonato a quello dei fratelli malati. È quindi importante, da parte dei genitori e fin dal momento della diagnosi, considerare gli altri figli, cercare di mantenere una comunicazione aperta capendo le problematiche e le difficoltà che anche loro vivono (Catastini, 1998; Massaglia, 2010; Zonta et al., 2009).

Un ruolo importante nel causare queste reazioni lo gioca l’incertezza nei confronti della malattia. Succede che spesso i genitori tengano all’oscuro di cosa stia accadendo: di quale malattia si tratta, di quali cure necessita il fratello malato; aumentando così il senso di esclusione dei fratelli e aumentando in loro la confusione su cosa stia succedendo al fratello malato. È invece molto importante che i fratelli sani vengano messi al corrente, dopo la diagnosi, di tutte le informazioni necessarie; sarebbe inoltre fondamentale accompagnarli nel reparto dove il fratello è ricoverato per vedere dove lui e i genitori passano molto tempo e avere anche l’occasione di conoscere l’equipe curante. Dare le giuste informazioni, usando un linguaggio appropriato all’età di sviluppo, abbatte la paura di pensare che il tumore sia una malattia contagiosa o che sia la conseguenza della rivalità tra fratelli (Capurso, 2008).

È risaputo che tra fratelli si provino spesso emozioni come la gelosia, l’invidia, e nel momento in cui insorge la malattia questi sentimenti possono essere vissuti, dai figli sani, con sensi di colpa, pensando addirittura di essere loro la causa della malattia (Catastini, 1998).

Ogni bambino durante lo sviluppo affronta dei problemi e si trova davanti a delle difficoltà, che possono essere legate a fattori interni propri della crescita o a fattori esterni, che sono i problemi scolastici, le dinamiche nel gruppo di amichetti, il confronto con i genitori. Lo stesso sviluppo avviene anche quando si ammala un figlio: gli altri figli non smettono di crescere o improvvisamente si annullano i loro problemi, anzi proprio in questi momenti possono subentrare, come abbiamo visto, ulteriori sentimenti; e proprio adesso i genitori devono riuscire a stare vicino a tutti i loro bambini, anche se sicuramente non sarà semplice, soprattutto comprendere le difficoltà di un figlio sano rispetto a quello che sta vivendo il piccolo malato.

CONCLUDENDO…

Comprendendo quanto duro, faticoso e impegnativo sia il momento che i genitori stanno vivendo, non devono essere lasciati da parte i vissuti dei fratelli del piccolo malato; è necessario continuare a considerarli come persone in sviluppo, che affrontano i loro problemi di crescita e soprattutto coinvolgerli nella presa in cura del fratello ospedalizzato. Se si guarda da un altro punto di vista, informare e aggiornare i figli sani rispetto al momento che il fratello malato sta attraversando è un modo per tenere unita la famiglia anche in una situazione drammatica come questa; e può costituire una crescita personale per i fratelli che possono aumentare la loro sensibilità, empatia e rispetto, eliminando i sensi di colpa per essere stati loro la causa della malattia.

BIBLIOGRAFIA

CAPURSO, M. (2008). Quando si ammala un bambino, Edizioni Magi, Roma.

CATASTINI, P. (1998). Mio figlio malato cronico. Consigli e suggerimenti per la famiglia e gli operatori, Franco Angeli, Milano.

MASSAGLIA, P. (2010). Il vissuto e l’assistenza ai familiari nelle differenti fasi della malattia tumorale del loro bambino, in AEIOP (a cura di), L’assistenza ai bambini malati di tumore. Manuale per la formazione dei volontari, Raffaello Cortina Editore, Milano, 85-109.

ZONTA, S., SPONCHIADO, O., TESSARO, V., AXIA, V. (2009). I vissuti del bambino, dell’adolescente e dei loro fratelli, in AXIA, V. (a cura di), Elementi si psico-oncologia pediatrica, Carocci Faber, Roma, 173-194.