A cura della dott.ssa Lucia Massetti, psicologa

…dormire è la migliore forma di meditazione!

Questa affermazione, attribuita al Dalai Lama, ci fornisce un’idea dell’importanza del sonno per l’uomo. Dormire è un’attività fondamentale per le persone, alla quale proprio non riusciamo a rinunciare. Capita però il nostro sonno sia disturbato e di alzarci ancora più stanchi di prima…Ma andiamo per gradi!

Cos’è il sonno?

Il sonno è uno stato fisiologico del nostro cervello, caratterizzato dalla sospensione temporanea dell’attività motoria, della coscienza e della volontà; associata a riduzione dei rapporti con l’ambiente e delle relazioni sociali. Il suo arrivo è riconoscibile dal senso di sonnolenza che avvertiamo e dalla ricerca di tranquillità. Questa necessità è universale, presente, pensate, in tutte le specie animali.

 (ma) perché è così importante? Quali funzioni svolge?

La risposta a questa domanda non è affatto scontata, e ricercatori di ogni parte del mondo si sono prodigati per rispondervi. Gli studi effettuati sembrano suggerire un ruolo nel mantenimento di un ottimale funzionamento cerebrale. Alcune ricerche sembrano mostrare che dormire:

– migliori la memoria e agevoli l’apprendimento; mentre riposiamo, infatti, si verificherebbe un consolidamento delle memorie e una attiva rielaborazione di quello che abbiamo appreso;

– inoltre, sembrerebbe garantire la plasticità del cervello: durante la veglia le nostre sinapsi (i punti di contatto e comunicazione tra neuroni) sono molto attive e permettono l’acquisizione di nuove informazioni, ma durante la notte, questo processo sembrerebbe placarsi per permettere alle sinapsi di tornare al loro stato di base, evitando una saturazione dello spazio disponibile (necessario all’acquisizione di ulteriori nuove informazioni nello stato di veglia) e a risparmio energetico, permettendoci insomma di apprendere ancora;

– recentemente, alcuni ricercatori hanno, invece, osservato come durante il sonno si verifichi un processo in cui si “ripulirebbe” il cervello dalle sostanze di scarto prodotte nella veglia, che se accumulate, potrebbero danneggiare il funzionamento dei neuroni.

Cosa succede se non dormiamo?

L’insonnia è un problema frequente per molti! È quella condizione che non ci permette di dormire in modo adeguato, per cui percepiamo il nostro sonno come non ristoratore o altrimenti detto senza qualità. Si può manifestare come difficoltà ad addormentarsi, con risvegli notturni o al mattino presto, con la conseguenza di non sentirsi riposati al momento di alzarsi.

Le stime indicano che un terzo degli adulti dei paesi industrializzati sperimenti almeno una volta nell’arco di vita questa condizione e per il 10% della popolazione rappresenterebbe un problema persistente, che influenza le sue prestazioni. Risulta più frequente, poi, nella popolazione femminile.

Ma anche se può capitare a tutti di riposare male, quello che è importante sapere è che rappresenta un problema di interesse clinico, nel momento in cui, oltre a verificarsi spesso, comporta una difficoltà nel portare avanti le attività giornaliere, come lavorare e studiare.

La carenza cronica di sonno può portare a un indebolimento della risposta immunitaria, per cui rischiamo di ammalarci più spesso; può causare emicranie; carenza del desiderio sessuale; affaticamento della vista;  calo di memoria e problemi di apprendimento; difficoltà di attenzione e modificazioni dell’umore. Già una sola notte di sonno persa può causare disagio, espresso come difficoltà a concentrarci e attentive; emicranea o irritabilità.

Tra i fattori che causano l’insonnia ci sono: stress, ansia e tensione, dolori fisici, assunzione di caffè e alcol, nicotina; ma anche cattive abitudini: come studiare e lavorare a letto.

Allora quanto dobbiamo dormire?

Le raccomandazioni indicano che da adulti dovremmo dormire tra le 7-9 ore; tuttavia sembrerebbe che il bisogno di sonno sia soggettivo; e che indipendentemente dal numero di ore effettivamente dormite, sia importante la qualità del tempo speso dormendo.

Se la carenza di sonno vi sta causando disagio, il consiglio è quello di consultare uno specialista.

Questi alcuni accorgimenti che potreste prendere nell’attesa:

  • rilassatevi o distendevi in modo tranquillo prima di andare a dormire, evitando di lavorare o studiare; o comunque attività che richiedono molto impegno;
  • andate a dormire sempre alla stessa ora, (e svegliatevi sempre alla stessa ora), anche se non avete dormito per molto, aiuterà a regolare il vostro orologio biologico;
  • utilizzate la camera da letto solo per dormire, e rendetela comoda per il riposo: niente rumori, temperatura adeguata, spegnete la luce;
  • state a letto solo il tempo di dormire e se non riuscite ad addormentarvi alzatevi e fate qualche attività che risulti a voi rilassante;
  • evitate sonnellini diurni, di assumere caffè o alcolici la sera, evitate anche pasti pesanti e limitate l’uso di dispositivi elettronici, come televisione, cellulare e computer.

E allora buon riposo!