A cura della dott.ssa Anastasia Dionisi, psicologa

Adolescenti e comportamenti a rischio

Secondo i dati Istat gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte tra gli adolescenti tra i 15 e 24 anni, in entrambi i sessi (http://www.istat.it/it/files/2014/12/Principali_cause_morte_2012.pdf).

Le cause che stanno dietro gli incidenti sono molteplici: si parla di caratteristiche individuali a diversi livelli come l’aspetto cognitivo, emotivo, relazionale; di inesperienza, collegata ad altri fattori di rischio; di maturità encefalica.

Se da un lato il raggiungimento della maggiore età e il conseguimento della patente permette agli adolescenti un passo verso l’autonomia dai genitori, dall’altro insorgono molte responsabilità sia per se stessi che per gli altri; tra queste la guida pericolosa non solo mette a rischio la propria vita ma anche quella degli altri automobilisti, pedoni, motociclisti…

FATTORI DI RISCHIO

Tra i fattori di rischio che causano incidenti stradali troviamo l’inesperienza: la probabilità di essere coinvolti in un incidente è infatti maggiore nei primissimi mesi dal conseguimento della patente, mentre diminuisce gradualmente nei diciotto mesi successivi. Ai neo-patentati mancano l’esperienza e l’abilità rispetto a molti compiti complessi di guida come per esempio reagire di fronte ad imprevisti o azzardi da parte di altri conducenti, controllare il veicolo ad una velocità elevata (AAP, 2006), calcolare le distanze dalle macchine in arrivo durante l’immissione negli incroci.

Per gli adolescenti è normale, vista la fase di transizione in cui si trovano, sovrastimare le proprie abilità e ciò aumenta il rischio di incidenti

Gli studi di neuroimmagine negli ultimi anni hanno mostrato che la corteccia prefrontale, tra le aree del cervello principalmente coinvolta nei processi decisionali, subisce delle profonde modificazioni durante il periodo dell’adolescenza, tra cui l’aumento delle connessioni (Poletti, 2009).

Questa piccola parte del cervello che si trova sotto la nostra fronte è responsabile del controllo degli impulsi, della capacità decisionale e di progettazione. L’esperienza quotidiana, l’osservazione degli adolescenti, e i dati epidemiologici hanno mostrato che i numerosi comportamenti a rischio messi in atto possono essere collegati all’immaturità della corteccia prefrontale, e quindi ad una ridotta capacità di giudizio e valutazione delle conseguenze legate alle proprie azioni.

Tra gli scopi principali per cui i neo-patentati usano la macchina c’è l’incontro con i coetanei e lo svago, proprio questo ultimo li espone a maggiori rischi: uno degli svaghi preferiti è la discoteca perciò la guida in ore notturne con aumento di sonnolenza e stanchezza.

Anche se è senza dubbio più difficoltosa la guida al buio per qualsiasi automobilista di qualsiasi età, negli adolescenti c’è l’aggravante della maggiore probabilità di abuso di alcol e droghe, soprattutto nelle discoteche; se poi si aggiungono stanchezza e inesperienza si crea un mix altamente pericoloso (AAP, 2006).

PERCHÈ RISCHIARE COSÌ TANTO?

La guida pericolosa, così come l’abuso di alcol, l’uso di droghe ed altri comportamenti a rischio per la salute, genera negli adolescenti diversi vantaggi che rendono attraente quel comportamento e allo stesso tempo oscurano le possibili conseguenze negative.

Nel caso specifico della guida pericolosa essa permette di sperimentare sensazioni forti, mettere alla prova le proprie abilità, testare i propri limiti, rispondere ai bisogni di controllo e rafforzare così la propria immagine di sè, mostrare coraggio e costruire relazioni soddisfacenti con i pari. L’adolescente si mette così in mostra all’interno del gruppo, acquisisce visibilità (Bonino, Cattelino, Ciairano, 2007).

Ovviamente non tutti gli adolescenti sono coinvolti allo stesso modo e con lo stesso rischio nella guida pericolosa; ci sono fattori che giocano un ruolo importante come il modello genitoriale e il gruppo degli amici.

CONCLUSIONI

È ormai confermato che la fase dell’adolescenza porta con sé cambiamenti a tutti i livelli: fisico e psicologico; con un estremo bisogno da parte del ragazzo di definire la propria identità, mettendosi in conflitto con i genitori o testando i propri limiti e forze. Questa messa alla prova, però, conduce spesso a comportamenti altamente rischiosi per la salute: uso di alcol e droghe, guida pericolosa. Se da un lato permettono all’ adolescente di sperimentarsi, dall’altro lo mettono a serio rischio della vita. È quindi necessario che vengano attuate misure di prevenzione fin dalle prime esperienze di guida, a tutti i livelli: scuola guida, scuola, genitori, adulti di riferimento; tenendo sempre conto delle funzioni positive che certi comportamenti svolgono, e promuovere le competenze necessarie per attuare una corretta condotta, per sé stessi e per gli altri.

 

BIBLIOGRAFIA

AAP – AMERICAN ASSOCIATION OF PEDIATRICS (2006). “The teen drivers”, Pediatrics, 118 (6), 2570 – 2581.

Bonino, S., Cattelino, E., Ciairano, S. (2007). “Adolescenti e rischio. Comportamenti, funzioni e fattori di protezione”, Giunti, Firenze.

Poletti, M. (2009). “Sviluppo cerebrale, funzioni esecutive e capacità decisionali in adolescenza”, Giornale Italiano di Psicologia.

SITOGRAFIA

http://www.istat.it/it/files/2014/12/Principali_cause_morte_2012.pdf